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| Guimiliau - Calvario |
Un blog non è la Vita, ma può raccontarne almeno un po'. Ogni vita, anche quella all'apparenza più insignificante, ha molto da dire, perchè è un dono di Dio e, come tale, incommensurabile.
mercoledì 14 settembre 2016
Nouveau guide des calvaires bretons di Eugène Royer
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Nouveau guide des calvaires bretons di Eugène Royer
Ubicazione:
29000 Quimper, Francia
domenica 28 febbraio 2016
Shahbaz Bhatti e il martirio dei Cristiani in Pakistan
Aiuto alla Chiesa che soffre (clicca qui)
con i Cristiani perseguitati
Associazione di diritto pontificio
CENTRO FRANCESCANO CULTURALE ARTISTICO ROSETUM
MERCOLEDì 2 MARZO 2016
ORE 18,30
CENTRO FRANCESCANO CULTURALE ARTISTICO ROSETUM
via Pisanello, 1 . Milano
Shahbaz Bhatti e il martirio dei
dei Cristiani in Pakistan
Incontro con
MONS. JOSEPH COUTTS
arcivescovo di Karachi
e presidente della
Conferenza episcopale pachistana
Introduce
Alessandro Monteduro
direttore Aiuto alla Chiesa che Soffre
L'incontro si terrà nel giorno del quinto anniversario
della morte di Shahbaz Bhatti, ministro cattolico
per le minoranze del Pakistan, ucciso in un
attentato il 2 marzo 2011.
___________________________
___________________________
Per informazioni: info@rosetum.it
tel. 349 5007708
in collaborazione con: Alleanza Cattolica
con i Cristiani perseguitati
Associazione di diritto pontificio
CENTRO FRANCESCANO CULTURALE ARTISTICO ROSETUM
MERCOLEDì 2 MARZO 2016
ORE 18,30
CENTRO FRANCESCANO CULTURALE ARTISTICO ROSETUM
via Pisanello, 1 . Milano
Shahbaz Bhatti e il martirio dei
dei Cristiani in Pakistan
Incontro con
MONS. JOSEPH COUTTS
arcivescovo di Karachi
e presidente della
Conferenza episcopale pachistana
Introduce
Alessandro Monteduro
direttore Aiuto alla Chiesa che Soffre
L'incontro si terrà nel giorno del quinto anniversario
della morte di Shahbaz Bhatti, ministro cattolico
per le minoranze del Pakistan, ucciso in un
attentato il 2 marzo 2011.
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in collaborazione con: Alleanza Cattolica
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Ubicazione:
Via Pisanello, 1, 20146 Milano, Italia
mercoledì 23 dicembre 2015
Un libro interessante
Allora la Chiesa « avrà il suo compimento [...] nella gloria del cielo, quando verrà il tempo della restaurazione di tutte le cose e quando col genere umano anche tutto il mondo, il quale è intimamente unito con l'uomo e per mezzo di lui arriva al suo fine, sarà perfettamente ricapitolato in Cristo ». |
"Se per anima intendiamo la parte incorporea dell'essere, sede della sensibilità, del giudizio e della volontà, fonte dei pensieri, dei desideri e delle passioni, laddove avvengono tutte le trasformazioni della coscienza, riguardo alla coscienza, riguardo ai sentimenti ed all'intelligenza, ebbene sì, gli animali hanno un'anima.
Se per anima intendiamo il coraggio, i sentimenti nobili, gli istinti generosi di un essere, considerato dal punto di vista morale, ebbene sì, gli animali hanno un'anima.
Se per anima intendiamo un'entità immateriale, ma pur tuttavia sottile e sostanziale che si separa dal corpo nel momento della morte; se per anima si intende una copia conforme dell'essere, che riproduce fedelmente ciò che egli fu nella sua vita e che gli consente di continuare a vivere in un altro mondo, ebbene sì, gli animali hanno un'anima.
Aggiungerò che l'animale è un'anima: animal est anima; stranamente il vocabolario accorda a questo concetto ciò che la religione e il senso comune gli rifiutano... "
Jean Prieur (pag. 13 di "Gli animali hanno un'anima")
Gli animali hanno un'anima di Jean Pieur
La prefazione è di monsignor Mario Canciani "il prete che non scaccia i cani dalla chiesa".
Il libro è stato pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1986.
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| Diesel, il cane eroe di Parigi (13 novembre 2015, clicca qui), medaglia al valor militare |
Jean Prieur, nato in Francia il 10 novembre 1914, scrittore, storico, ricercatore, drammaturgo
"Per tutti i popoli dell'antichità, dagli Egizi ai Greci, dai Persiani agli Indiani, fino all'antica Roma, il fatto che gli animali abbiano un'anima, era un principio scontato e acquisito.
Gli stessi termini anima e animale hanno, etimologicamente, una radice comune; e il filosofo Anassagora affermava: L'anima dell'uomo e quella degli animali, provenienti entrambe dall'Anima del Mondo, hanno ripreso la natura della loro sorgente, cioè sono di natura divina", mentre per Aristotele gli animali erano dotati di un'anima sensitiva.
Ma, indipendentemente dalle implicazioni filosofiche, Jean Prieur dimostra. soprattutto attraverso i numerosissimi esempi e traendola dai loro comportamenti, l'intelligenza e la sensibilità di questi esseri che sono appena un gradino al di sotto della specie umana e che comunque appartengono al miracolo unico della creazione divina.
Il dossier che l'autore ci presenta non lascia più al alcun dubbio: sì. gli animali hanno un'anima".
Tratto dalla II e III pagina di copertina
Monsignor Mario Canciani (scomparso nel 2007) con uno dei tanti gatti che vivevano con lui in canonica.
Il gatto Simon , eroe di guerra (clicca qui)
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| Michele (1995 - 2015) |
Buon Natale a tutti, umani e pelosetti, a quelli viventi e a quelli che ci aspettano in Cielo!
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Milano, Italia
giovedì 22 ottobre 2015
Dal niente a Dio: André Frossard, Dio esiste io l'ho incontrato
"Al di là del mondo che ci circonda e di cui facciamo parte,
esiste un'altra realtà, infinitamente più concreta di
quella a cui generalmente facciamo credito e questa realtà
è quella definitiva, dinanzi alla quale non ci facciamo più domande"
Questo è uno di quei libri che quando incominci a leggerli, non riesci più a smettere, fino a quando non li hai finiti, costi quel che costi.
A pagina 30 di questa vecchia edizione (SEI, Torino, ottobre 1969), André racconta cosa significasse per lui, fin dall'infanzia, essere atei perfetti:
" Eravamo degli atei perfetti, di quelli che non si pongono più interrogativi sul loro ateismo. Gli ultimi militanti anticlericali che si scagliavano ancora contro la religione nelle riunioni pubbliche ci parevano patetici e un po' ridicoli, quali lo sarebbero degli storici che s'impegnassero a confutare la favola di Cappuccetto rosso. Il loro zelo non faceva altro che prolungare inutilmente un dibattito chiuso ormai da lungo tempo dalla ragione. L'ateo perfetto non era infatti più colui che negava l'esistenza di Dio, ma colui per il quale non si poneva neppur più il problema dell'esistenza di Dio."
" Eravamo degli atei perfetti, di quelli che non si pongono più interrogativi sul loro ateismo. Gli ultimi militanti anticlericali che si scagliavano ancora contro la religione nelle riunioni pubbliche ci parevano patetici e un po' ridicoli, quali lo sarebbero degli storici che s'impegnassero a confutare la favola di Cappuccetto rosso. Il loro zelo non faceva altro che prolungare inutilmente un dibattito chiuso ormai da lungo tempo dalla ragione. L'ateo perfetto non era infatti più colui che negava l'esistenza di Dio, ma colui per il quale non si poneva neppur più il problema dell'esistenza di Dio."
A pagina 131 racconta come percepisce se stesso: "Una persona importante e molto intelligente, cui raccontavo la mia storia, non poté fare a meno di manifestare il suo stupore dicendo, una volta terminata la mia storia: "Sì. le voglio bene, ma perché proprio a lei? ". La risposta a questa domanda è una sola: che non c'è risposta. Sono stato un banalissimo ragazzo con qualche non encomiabile debolezza in più, senza altri segni particolari che un piede ferito dallo scoppio di una bomba ed una spiccata inclinazione all'astrazione intellettuale, morale e, per quanto possibile, fisica. Conformemente alla Scrittura, la grazia non ha predilezioni particolari: penso d'aver chiaramente dimostrato che, rivolgendosi a me, si rivolgeva ad uno qualunque. Ciò che mi è successo può succedere a tutti, al migliore come al peggiore. a colui che non sa ed a chi crede di sapere; a chi mi legge, domani, forse questa sera stessa; un qualche giorno, certamente".
LINK:
André Frossard - Wikipedia
André Frossard - Santi, beati, testimoni
André Frossard - Oratorio San Filippo Neri, Biella
Suore dell'adorazione riparatrice (pag. 140)
Sœurs de l'Adoration Réparatrice - 39, rue Gay-Lussac - 75005 PARIS
Dio esiste io l'ho incontrato - Wikipedia
André Frossard e Vittorio Messori
Dio Esiste io l'ho incontrato di mons. Angelo Comastri
Le conversioni di Alphonse Marie Ratisbonne e di André Frossard
In questa cappella in Rue Gay-Lussac, l'8 luglio 1935, alle ore 17,10, in pochi minuti, avvenne la conversione di André Frossard.
A pagina 140, il giornalista-scrittore parla delle "Suore dell'adorazione riparatrice": "...L'interno non è più stimolante dell'esterno: la stiva banale, in sostanza di un vascello di pietra le cui linee grigio scuro s'arrestano e riprendono prima di aver avuto la fortuna di realizzare l'incontro cistercense. La navata è nettamente divisa in tre parti... La seconda parte è occupata da un gruppo di religiose, con la testa coperta di un velo nero, che formano come ordinate file d'uccellini annidiati nelle nicchie di legno verniciato. Verrò a sapere più tardi che si tratta delle suore dell'"Adorazione riparatrice", una congregazione fondata dopo la guerra del 1870 in pia risposta a certi eccessi della Comune.
Relativamente poco numerose - si vedrà oltre che il particolare ha la sua importanza - esse appartengono ad uno di quegli ordini contemplativi che hanno scelto la clausura per renderci liberi, l'oscurità perché abbiamo la luce; uno di quegli ordini che la morale materialistica - la mia ancora per un minuto o due - giudica che non servano a niente. Esse recitano una parte di preghiera sottovoce che risponde a se stessa da un lato all'altro della navata per risolversi ad intervalli regolari nell'esclamazione: gloria patri et filio, et spiritui sancto, prima di ricominciare lo scorrere alternato della sua pacifica navigazione".
Bibliografia:
Inchiesta sul cristianesimo di Vittorio Messori
"Tutta la Verità si trova nella Chiesa Cattolica. La Verità è qualcuno, è Gesù Cristo. Che ci posso fare se il Cattolicesimo è vero, se questa Verità è Cristo che vuole essere incontrato? Siamo noi che abbiamo perso la passione di convincere, di testimoniare, di convertire".
Bibliografia:
Inchiesta sul cristianesimo di Vittorio Messori
"Tutta la Verità si trova nella Chiesa Cattolica. La Verità è qualcuno, è Gesù Cristo. Che ci posso fare se il Cattolicesimo è vero, se questa Verità è Cristo che vuole essere incontrato? Siamo noi che abbiamo perso la passione di convincere, di testimoniare, di convertire".
André Frossard
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Suore dell'adorazione riparatrice
Ubicazione:
39 Rue Gay-Lussac, 75005 Paris, Francia
mercoledì 14 ottobre 2015
Papa Benedetto XVI Messa d'insediamento sulla cattedra romana
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| Roma, basilica di San Giuseppe al Trionfale San Giuseppe, protettore della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana |
Papa Benedetto XVI
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Il papa non è un sovrano assoluto,
INSEDIAMENTO SULLA CATHEDRA ROMANA,
San Giuseppe,
Sinodo ottobre 2015
Ubicazione:
Roma RM, Italia
venerdì 25 settembre 2015
Dio o niente - Conversazione sulla fede - Cardinale Robert Sarah
" Ho letto Dio o niente con grande profitto spirituale, gioia e gratitudine..."
Papa emerito Benedetto XVI
Il papa emerito ha avuto parole di apprezzamento per questo libro del Cardinale Robert Sarah al quale ha scritto una lettera in merito. Tra le altre cose, Papa Benedetto dice: "Ho letto Dio o niente con grande profitto spirituale, gioia e gratitudine. La sua testimonianza della Chiesa in Africa, della sua sofferenza durante il tempo del marxismo e di una vita spirituale dinamica, ha una grande importanza per la Chiesa, che è un po' spiritualmente stanca in occidente. Tutto ciò che Lei ha scritto per quanto riguarda la centralità di Dio, la celebrazione della liturgia, la vita morale dei cristiani è particolarmente rilevante e profondo. La sua coraggiosa risposta ai problemi della teoria del gender mette in chiaro in un mondo obnubilato una fondamentale questione antropologica".
Dal cuore dell'Africa al centro della Cristianità: così potremmo riassumere lo straordinario percorso di vita del cardinale Robert Sarah. Ordinato prete nel 1969: consacrato vescovo nel 1979 - il vescovo più giovane del mondo - chiamato da Giovanni Paolo II nel 2001 a Roma come Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; nominato da Benedetto XVI Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum nel 2010 e infine nel 2014 chiamato da Francesco a presiedere il dicastero vaticano che si occupa della liturgia. Guardando il povero bambino di Ourous, figlio di contadini e attratto dalla vita dei missionari, nessuno poteva immaginare il piano di Dio e. leggendo questo libro, si potrebbe affermare che certo Dio sapeva quel che faceva.
(Tratto dalla seconda pagina di copertina)
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| Robert Sarah e Nicolas Diat (foto trattadalla terza pagina di copertina) |
Nicolas Diat
Laureato in Scienze politiche, giornalista e scrittore, a lungo consulente per la comunicazione e la strategia di vari ministri francesi, è autore di un libro su Papa Benedetto XVI, L'homme qui ne voulait pas etre pape - histoire sècrete d'un règne (Albin Michel, 2014)
(tratto dalla seconda pagina di copertina)
Cantagalli Editore
Un editore molto coraggioso della città di Siena, la città che diede i natali a Santa Caterina, vergine e dottore della Chiesa che tanto operò per il ritorno del Papa a Roma dalla sede avignonese.
La casa editrice fu fondata nel 1925 (clicca qui).
La casa editrice fu fondata nel 1925 (clicca qui).
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| Quarta di copertina del libro |
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Edizioni Cantagalli,
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Santa Caterina da Siena,
Sinodo 2015
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Città del Vaticano
giovedì 17 settembre 2015
Rémi Brague: dove va la storia?
L'ultimo libro di Rémi Brague (clicca qui)
Riportiamo, di seguito, l'interessante articolo di Marco Respinti, tratto dal quotidiano Libero del 16 settembre 2015, pag. 25
"Il primo motivo per cui l'Occidente non riuscirà mai a parlare con l'islam è che manca una lingua comune. Una lingua culturale e intellettuale importante, per esempio la filosofia. Quando Benedetto XVI osò dirlo il 12 settembre 2006 a Ratisbona si aprì il cielo, ma la stessa cosa dice oggi uno degli intellettuali più raffinati e disincantati che abbiamo, Rémi Brague, classe 1947, professore emerito di Filosofia medioevale e araba all'Università di Parigi 1 Pantheon-Sorbona, dove dirige il centro di ricerca "Tradizione del pensiero classico", ha pubblicato libri decisivi. L'ultimo è un libro-intervista curato da Giulio Brotti, Dove va la storia? Dilemmi e speranze (La Scuola, pp. 140, euro 9,50).
Dice Brague che la "teologia islamica si è costituita in polemica contro il cristianesimo". Per l'Islam il Corano è la rivelazione diretta di Dio e quindi su quella parola divina increata non si può né ragionare né dire alcunché; ci si può solo sottomettere. La teologia islamica è tutta qui: sottomissione incondizionata dell'uomo a Dio. Per la filosofia intesa come discorso razionale sulle cause prime ed ultime del reale, e quindi debordante nella teologia classica intesa come discorso razionale sul divino, non vi è alcun posto.
Di che parliamo dunque con l'Islam?
E' vero, vi fu un tempo in cui un angoletto alla filosofia fu ritagliato anche nel mondo musulmano , ma fu un'altra singola rondine che non fece primavera. "La filosofia araba", infatti, che "assume una certa neutralità in materia di religione", prese ad affermare "l'esistenza di un principio unico, ispirato alla concezione neoplatonica dell'Uno", ma "non è sopravvissuta alla modernità.
Chi l'ha schiacciata è stata proprio la teologia coranica, quella che domina il vasto oceano dell'islam contemporaneo. Perché chi obietta "filosoficamente" ha le ore contate.
Del resto, il grande protagonista di quella fugace stagione di una filosofia arabo-islamica autonoma fu al-Farabi (870-950), originario dell'odierno Turkestan. Tentò una sintesi fra aristotelismo e platonismo, e lo fece in quanto "era stato allievo di cristiani" e a sua volta (a riprova delle illuminanti pagine con cui Rodney Stark dimostra che tutto ciò che di buono c'è nel mondo arabo-islamico è dovuto alla sopravvivenza o all'arabizzazione di sostrati e di personaggi cristiani, ebraici e pagani) "ebbe come discepolo Yahyà ibn 'Adi (+974), filosofo e teologo della Chiesa siriaca giacobita.
Certo, qualcuno c'è che abbia sostenuto che il Corano sia solo un prodotto umano. Furono i mutaziliti, il cui prestigio fiorì a tal punto da divenire, per un periodo, la dottrina di Stato del califfato abbaside; ma, caduti progressivamente in disgrazia dopo il Secolo X, furono considerati solo degli eretici. "I modernisti vorrebbero riportare in vita la soluzione mutazilita", riflette Brague. "Io auguro loro buona fortuna, ma non dimentichiamo che sono trascorsi dodici secoli da quando quella scuola è stata eliminata. L'islam contemporaneo è tanto lontano da essa quanto noi lo siamo da Carlo Magno, e non ci si sbarazza tanto facilmente di abitudini di pensiero così inveterate". Quale dialogo, insomma? Siamo e restiamo distanti come la Terra dalla Luna. E prima lo capiremo, meglio sarà per tutti."
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| Benedetto XVI e Rémi Brague il 12 settembre 2012 |
Di che parliamo dunque con l'Islam?
E' vero, vi fu un tempo in cui un angoletto alla filosofia fu ritagliato anche nel mondo musulmano , ma fu un'altra singola rondine che non fece primavera. "La filosofia araba", infatti, che "assume una certa neutralità in materia di religione", prese ad affermare "l'esistenza di un principio unico, ispirato alla concezione neoplatonica dell'Uno", ma "non è sopravvissuta alla modernità.
Chi l'ha schiacciata è stata proprio la teologia coranica, quella che domina il vasto oceano dell'islam contemporaneo. Perché chi obietta "filosoficamente" ha le ore contate.
Del resto, il grande protagonista di quella fugace stagione di una filosofia arabo-islamica autonoma fu al-Farabi (870-950), originario dell'odierno Turkestan. Tentò una sintesi fra aristotelismo e platonismo, e lo fece in quanto "era stato allievo di cristiani" e a sua volta (a riprova delle illuminanti pagine con cui Rodney Stark dimostra che tutto ciò che di buono c'è nel mondo arabo-islamico è dovuto alla sopravvivenza o all'arabizzazione di sostrati e di personaggi cristiani, ebraici e pagani) "ebbe come discepolo Yahyà ibn 'Adi (+974), filosofo e teologo della Chiesa siriaca giacobita.
Certo, qualcuno c'è che abbia sostenuto che il Corano sia solo un prodotto umano. Furono i mutaziliti, il cui prestigio fiorì a tal punto da divenire, per un periodo, la dottrina di Stato del califfato abbaside; ma, caduti progressivamente in disgrazia dopo il Secolo X, furono considerati solo degli eretici. "I modernisti vorrebbero riportare in vita la soluzione mutazilita", riflette Brague. "Io auguro loro buona fortuna, ma non dimentichiamo che sono trascorsi dodici secoli da quando quella scuola è stata eliminata. L'islam contemporaneo è tanto lontano da essa quanto noi lo siamo da Carlo Magno, e non ci si sbarazza tanto facilmente di abitudini di pensiero così inveterate". Quale dialogo, insomma? Siamo e restiamo distanti come la Terra dalla Luna. E prima lo capiremo, meglio sarà per tutti."
Marco Respinti
Discorso di Ratisbona di Benedetto XVI
REMI BRAGUE: ILLUMINISMO, SANTITA' E VALORI CRISTIANI
La bianca torre di Echtelion, di Marco Respinti
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